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mercoledì, ottobre 22, 2008

Are You There?

Are you there?
is it wonderful to know
all the ghosts…all the ghosts…
freak my selfish out
my mind is happy
need to learn to let it go
I know you’d do no harm to me
but since you’ve been gone I’ve been lost inside
tried and failed as we walked by the riverside
and I wish you could see the love in her eyes
the best friend that eluded you lost in time
burned alive in the heat of a grieving mind
but what can I say now?
it couldn’t be more wrong
cos there’s no one there
unmistakably lost and without a care
did we lose all the love that we could have shared
and its wearing me down
and its turning me round
and I can’t find a way
now to find it out
where are you when I need you…
are you there?
Are You There? - Anathema (2003)

martedì, ottobre 21, 2008

Metamorfosi:Pompei?

Un posto magico, sul lato oscuro della Luna



Metamorfosi: The Great Gig in the Sky

E' giunta l'ora di rinascere.
Anche se niente è mai morto.
E' una metamorfosi

Questa è per te Rick,
Grazie infinite

lunedì, marzo 24, 2008

Where We Would Be

Tied - tied to a time
When we knew that the sun would shine
And you were all smiles
And we could just talk for a while...
Of where we would be when the future comes
And how you would paint while I wrote my songs

If I could find you
And tell you about my life
Or maybe just write
And remind you of when we would dream...

Of where we would be when the future comes
And how you would paint while I wrote my songs

Strange how you never become
The person you see when you're young
Where We Would Be - Porcupine Tree (2000)

sabato, luglio 07, 2007

( )


Quando la musica suona da sola. Evocata da spazi immensi che rimbombano nella solitudine silenziosa. Semplice e intima perchè parla alla nostra anima, ma epica e grandiosa perchè spinge con forza il nostro essere, e lo sposta aldilà. Ricordi che splendono nel buio dei giorni insoddisfatti e stanchi, per non dimenticare il senso di ogni attimo.


Nessuna parola, solo note... dolci e malinconiche note liquide, su strutture dilatate, ampie e affascinanti. Pink Floyd, Porcupine Tree, Opeth, Sigur Ros....o forse solo la musica che ci scorre dentro, ogni giorno, e che noi fingiamo di non ascoltare....


A day once dawned, and it was beautiful
A day once dawned from the ground
Then the night she fell
And the air was beautiful
The night she fell all around.
So look see the days
The endless coloured ways
And go play the game that you learnt
From the morning.

And now we rise
And we are everywhere
And now we rise from the ground
And see she flies
And she is everywhere
See she flies all around
So look see the sights
The endless summer nights
And go play the game that you learnt
From the morning.

From the Morning - Nick Drake (1972)


venerdì, maggio 11, 2007

Vecchi esperimenti




Musica psichedelica (riflessi di Pink Floyd)





venerdì, marzo 16, 2007

Strade, vicoli, angoli sconosciuti (II)




Due scatti che non sono stati selezionati per la mostra "Strade, vicoli, angoli sconosciuti" che si dovrebbe tenere (......) alla stazione Leopolda a maggio.

Sono comunque state parecchio apprezzate, soprattutto upside down (la seconda). Sono due foto scattate con la macchina tradizionale.

martedì, febbraio 20, 2007

Strade, vicoli, angoli sconosciuti




Queste due foto sono state selezionate per la mostra di fine corso che si terrà a maggio alla Stazione Leopolda (Pisa). Sono felice che persone che di fotografia ne capiscono abbiano apprezzato i miei scatti, e abbiano recepito la violenta emotività che ho cercato di trasmettere in maniera diretta e certamente d'effetto, per descrivere concetti tutt'altro che immediati.


venerdì, febbraio 16, 2007

Roma e horror italiano



Finalmente Roma. Sempre vista, ma mai osservata...finalmente ho trovato il tempo per l'immersione nella storia. Visita breve ma molto intensa, per assaporare millenni di vite che si intrecciano. Ogni angolo respira, palpita, racconta.


E contemporaneamente sto riscoprendo il fascino del film thriller/horror italiano anni 70, con le sue atmosfere misteriose e affascinanti, con storie che nascondono passati misteriosi, murati dentro antiche ville, rinchiusi dentro menti perverse.




martedì, gennaio 23, 2007

uscita...

...o forse entrata?

lunedì, gennaio 22, 2007

Catatonia

Questo è quello che sento oggi.
Squallore.

Desolazione.

Inutilità.
Cielo grigio, uniforme, senza profondità. Una lampante incapacità di reagire, e sporchi resti di autodistruzione. Lontano troneggia un resto del passato, quasi a deriderci.
Catatonia, è la parola giusta. E questa agghiacciante parola, è rispecchiata nella musica desolata della band che porta questo nome, i Katatonia appunto. Ho pensato a loro, di fronte alle ennesime siringhe infette gettate negli scarichi o disperse accanto ad una chiesa, tra gli stracci sporchi e la merda dei cani. Di fronte a drammi nascosti, dei quali ci accorgiamo quando ormai è troppo tardi, quando ormai abbiamo, volontariamente o no, contribuito. Di fronte a drammi interiori, che non abbiamo la forza di far venire alla luce, e di combattere. Ho pensato al dolore che scorre nelle loro canzoni, e alla debolezza che riescono a rappresentare con una forza impressionate, tanto da parallizzarti lo sguardo, verso il vuoto. La loro musica, intima e viva, è però anche una richiesta d'aiuto, una mano tesa verso il Sole. Ma il silenzio e la solitudine di quell'angolo, tra mille abitazioni, non lascia spazio a speranze o a vie di fuga.

Il dolore metropolitano che si agita nella musica dei Katatonia post-Brave Murder Day è malinconico, sofferto, cerebrale. La band ha abbandonato le influenze death/doom degli esordi per spostarsi sempre più verso il rock alternativo e la dark wave, cogliendo tanto dai The Cure di Pornography, quanto dai Tool di Lateralus, mantenendo un'attitudine gotica certamente non comune nell'ambiente rock. Le loro canzoni, dirette sia nella musica che nei testi, dipingono scenari di urbano dolore psicologico, forzando volutamente la mano ma senza cadere mai nello stucchevole o melodrammatico. Sette album, mai un passo falso. Last Fair Deal Gone Down (del 2001) forse è il massimo esempio di sporcizia mentale, sotto psicofarmaci e alcool, tra peccati devastanti per la propria identità. C'è l'autocommiserazione della depressione (eccessiva in quanto daviata, e perfettamente raccontata dalla band svedese), e la mancanza di forza che si estremizza nella vera e propria catatonia. Questo disco trova un corrispettivo in un libro altrettanto sofferto: Il Principio del Dolore di Adam Hasslet. Una serie di racconti, vivi e dolorosi, come le 11 canzoni del sopracitato capolavoro dei Katatonia.











martedì, gennaio 16, 2007

Esperimenti liquidi

Cercavo movimenti continui e metamorfosi vorticose, oppure sculture di luce e acqua, brillanti e apparentemente immutevoli, paralizzate in un (universo d)istante infinito, mentre Liquid dei 35007 nuotava nell'aria, invece ho ottenuto questo. Lacrime.

sabato, gennaio 13, 2007

nascita

Scivola, silenziosamente, una speranza di luce. Di carne nuova, mutevole, viva...poche note, suoni rallentati, immagini assordanti di sferragliante dolore...forse rimarrà sogno, forse infrangerà lo specchio...chissà....
Per inaugurare questa nuova consapevolezza, che in realtà strisciava bisbigliando da molto tempo nel mio cranio, ho scelto una visione di sangue rappreso, rinchiuso in un involucro che penetra profondamente in una superficie marcia, bruciata, corrotta, ormai disfatta.
Quel sangue rappreso è in realtà rosso fuoco...è vita richiusa...è la nuova carne. Malata, ma viva.